Balocco: tra Biella, Vercelli e Novara

La bellezza della campagna piemontese, dai monti alle risaie

Il Castello della Bastia è nella pianura ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Una campagna argillosa, di terreni non particolarmente fertili ma ricca di corsi d’acqua e arricchita da infinite risaie: un panorama spettacolare, di grande bellezza, unico in Italia. Per una produzione di risi apprezzati in tutto il mondo. Un territorio ricco di castelli e di “ricetti” (edifici fortificati per la conservazione dei prodotti e rifugio per gli abitanti durante le incursioni nemiche). Famosi e splendidamente conservati i ricetti i Buronzo e di Candelo.

Le aree protette

Per preservare l’ambiente delle risaie sono state create delle aree protette:
il Parco Lame del Sesia,
la Riserva Naturale dell’Isolone di Oldenico,
la Riserva Naturale della Garzaia di Carisio,
la Riserva Naturale Garzaia di Villarboit,
la Riserva Naturale della Bessa,
la Riserva Naturale delle Baragge.
Quasi cinquemila ettari, paradiso per fotografi ed escursionisti. La Baraggia vercellese è una meta ideale per gli amanti del turismo lento. In questi luoghi trovano riparo ideale molti animali tra cui le tante rane e i germani reali. Vi sono percorsi naturalistici adatti a tutti.

La strada del Riso

La produzione DOP del Riso Baraggia interessa 28 comuni (www.stradadelrisovercellese.it). Le cascine dei produttori sono affiancate da molte strutture ricettive che vanno dal castello al residence rurale di lusso. Da Gattinara ai borghi agricoli, una fitta rete di strade e sentieri offre la possibilità di escursioni a piedi, a cavallo e in bicicletta. Imperdibili anche i sentieri dell’arte, tra piccole antiche chiese di campagna ai tipici castelli, ben curati. A pochi chilometri dal Castello della Bastia è possibile approfondire la storia dell’agricoltura, dei contadini e delle mondine, visitando il Museo Etnografico di Casalbeltrame. Le città di Novara e di Vercelli offrono interessanti esempi di architettura piemontese. Da visitare i numerosi musei e la Basilica di Sant’Andrea.

Se volete provare alcune ricette a base di riso del nostro territorio Vi consigliamo una sosta al Ristorante “Armonie in Corte” a Buronzo.

La strada delle Grange

Le grange (granai) erano antichi borghi agricoli. Lungo la “strada delle grange” è possibile visitare la celebre Tenuta Veneria dove fu girato il famoso film “Riso amaro” con Silvana Mangano. Prima di arrivare a Crescentino si incontra la Cascina Colombara, settecentesco esempio di architettura agricola, ancora oggi attiva. Poco distante vi è l’antico monastero benedettino dell’Abbazia di Lucedio, ora trasformata in cascinale. A Trino, si può visitare la storica Chiesa di San Michele e la Cascina Darola con una ben conservata testimonianza di fortificazione.

Le varietà di riso

Il tipo Arborio ha i chicchi più grandi tra i risi italiani. Ideale per risotti. La varietà Balbo è famosa per l’eccellente tenuta di cottura, si usa con qualsiasi ricetta. La varietà Balilla, dai chicchi piccoli, è adatta alla cucina tradizionale (timballi e crocchette). Insalate e risotti sono perfetti con il Carnaroli, mentre per le minestre possiamo consigliare il S. Andrea. La varietà Loto non scuoce facilmente e la Gladio è ideale per le insalate. Non vi resta che recarvi nelle cascine ed acquistare i vari tipi di riso che arricchiranno la vostra cucina, ognuno ha le sue preferenze ma la qualità è un valore irrinunciabile. Gli imprenditori piemontesi hanno investito in tecnologia per conservare la naturalezza, il sapore e il profumo di queste varietà di riso che portano in tavola la storia di un territorio, dove l’acqua delle Alpi permette di raggiungere un altissimo livello qualitativo. Una qualità superiore riconosciuta anche dalla Comunità Europea con la “Denominazione di origine protetta” sin dal 1992.

La ricetta tradizionale della “PANISSA” vercellese

Gli ingredienti principali tipici della Panissa di Vercelli sono il riso, nella variante Arborio, i fagioli coltivati nella città di Saluggia e il salamino della duja (in dialetto salam della doja), un particolare insaccato morbido lasciato maturare in giare, chiamate doja, di terracotta riempite con strutto.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

· Fagioli freschi di Saluggia 300 g
· Riso Arborio 350 g
· Lardo (senza cotenna) 50 g
· Salame della duja Quanto basta
· Maiale (cotica) 30 g
· Brodo di carne 1,5 l
· Vino rosso (Barbera) 1/2 bicchiere
· Cipolle 1
· Prezzemolo Quanto basta

PREPARAZIONE

1. Scaldate il brodo di carne, aggiungete la cotica di maiale e i fagioli sgranati. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco lento fin quando i fagioli diventano teneri. In una padella capiente scaldate il lardo a pezzi e pestato con il burro. Una volta sciolti aggiungete la cipolla a pezzi e fatela ammorbidire per qualche minuto. Unite il salamino della duja ridotto in briciole e rosolatelo per un minuto, quindi aggiungete il riso.

2. Fatelo tostare rigirandolo per un paio di minuti, poi versate il vino rosso e fatelo sfumare completamente. Successivamente, versate il brodo caldo con i fagioli poco per volta, fino a coprire il riso. Seguite i tempi di cottura del riso riportati sulla confezione, ricordando di aggiungere altro brodo per tenere il riso sempre coperto. A fine cottura unite tutti i fagioli eventualmente rimasti nella pentola del brodo e servite spolverizzando con del pepe nero macinato e del prezzemolo fresco tritato.

Vini DOC e sapori tipici

Gattinara, Bramaterra, Coste del Sesia, Erbaluce sono i quattro vini DOC e DOCG che celebrano la tradizione enologica del territorio. Nei ristoranti si potranno trovare rane cucinate in diversi modi, le frittate con il salame e la polenta concia, un piatto tipico realizzato spesso con la toma locale. Famose produzioni vegetali sono le pesche bianche di Borgo D’Ale.

Informazioni turistiche

Agenzia turistica locale Valsesia e Vercellese
www.atlvalsesiavercelli.it

Agenzia turistica locale del Biellese
www.atl.biella.it

Agenzia turistica locale di Novara
www.turismonovara.it

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